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Gek Tessaro

"Io sono un ladro di bestiame felice" - Il teatro disegnato

 

Venerdì 19 settembre 2014 

ore 22.00

 

Cortile del Complesso Monumentale del Broletto

 

Spettacolo di narrazione e animazione pittorica, a cura di Gek Tessaro.  Per tutti.

 

ll teatro disegnato 

Per chi disegna lasciarsi influenzare da una musica può risultare un gioco affascinante. Può diventare un tentativo di riprodurre i sentimenti che la musica ispira.

In questi lavori il procedimento vuole essere ancora più suggestivo, è il tentativo concreto di riprodurre in immagini i suoni, di trasformare le note in segni, le pause in vuoti, i suoni gravi in pennellate più dense, gli acuti in graffi. Figure d’ombra e sagome animate vengono a completare l’interpretazione di alcuni brani, caratterizzando in modo più esplicito le atmosfere delle storie.

La divisione degli spazi corrisponde alle diverse lunghezze delle pause, alle cadenze dei segni. E’ la traduzione visiva del brano. Le musiche determinano il flusso, il ritmo, il timbro delle storie, costituite da narrazioni e filastrocche originali.

Guardare la musica, ascoltare le immagini.

 

Sono un ladro di bestiame felice

 

Penso che all’inizio mi son provato a raccogliere quel che mi piaceva.  E ho provato a farlo con gli occhi.

Ma non puoi goderne appieno perché a noi, specie a noi maschi non ci resta niente dentro (in memoria intendo).

Ecco dunque questo bisogno di riempire l’anima di cose, posti che mi erano piaciuti (ma anche magari mi avevano spaventato).

Disegnare all’inizio è stato un po’ quello, dare una mano alla memoria, trasportare dal cuore alla carta, avere qualcosa di tangibile che mi riportasse ai luoghi.

Poi diventi grande, capisci che è una scrittura questa, l’unica che si fa capire in tutto il mondo. È una magia, il disegno; ci si può parlare con tutti, raccontare con chiunque e ovunque.

Alla fine che mi importa d’avere un cavallo vero? Posso disegnarli e dunque prendermi tutti i cavalli, che dico, tutte le mandrie che voglio.

Ecco, fin dall’inizio e ancora adesso non sono stato altro che un ladro di bestiame (felice).

 

Disegnare è spalancare una finestra

È far entrare il mondo da fuori

È provare ad ascoltare con gli occhi

È riuscire a far vedere i rumori

Disegnare è un dolcissimo malanno

È la curiosità che vuole comandare

Disegnare può anche essere un inganno

Ma solo per quelli che non sanno osservare

Disegnare è una dolce malattia

Delle cose del mondo è fare scorta

Disegnare è un abbraccio alla poesia

È vedere cosa c’è dietro la porta.